
IL VERTICE
ROMA Fumata bianca a Roma per i centri del litorale. Il vertice di ieri tra la ministra del turismo Daniela Santanchè e la delegazione dei sindaci del G20 Spiagge (l’associazione che mette assieme le capitali della costa italiana) ha fatto segnare un passo avanti decisivo verso l’istituzione della “città balneare”, il riconoscimento da parte dello Stato della specificità dei comuni del mare. Da anni i sindaci delle località “fisarmonica”, quelle che d’estate esplodono per l’assalto dei vacanzieri, bussavano alla porta dei vari governi con la domanda che tanti ministri e governatori si sono sentiti porre: “come facciamo a gestire una massa di 100-200mila persone con lo stesso personale dei mesi invernali?”. Dopo tante delusioni la forza d’urto dei grandi comuni del turismo balneare, che finalmente da qualche anno sono riusciti a fare massa critica col G20 spiagge (un’intuizione dell’ex primo cittadino di San Michele/Bibione Pasqualino Codognotto), sta producendo risultati concreti e impegni “nero su bianco”, come evidenzia Roberta Nesto, coordinatrice dei sindaci della costa veneta. «Ogni promessa è un debito sottolinea da parte sua il Ministro Daniela Santanchè come enunciato ai sindaci del G20Spiagge, abbiamo iniziato il lavoro per trovare lo strumento più idoneo alla soluzione di un problema esistente, preciso e motivato. È nostro impegno aiutare le amministrazioni locali del balneare».
Sindaca Nesto, perchè dovrebbe essere la volta buona?
«Perchè finalmente c’è una convergenza sulla questione della città balneare di tutte le forze politiche, e perchè abbiamo il pieno supporto della ministra Santanchè – che ieri ha mostrato di aver ben colto le nostre necessità – su delega della premier Meloni».
In che modo e con che tempo andrà a concretizzarsi il riconoscimento dello status di città balneare?
«Sarà il ministero stesso a predisporre il percorso (probabilmente con un disegno di legge, ndr), in sintonia con i Comuni balneari che metteranno a disposizione le loro banche dati per stabilire tutti i parametri di riferimento, tipo percentuale tra posti letto e residenti»
Come è cambiato l’atteggiamento verso le vostre istanze?
«È stato compreso che in prima battuta noi non chiediamo banalmente risorse per gestire il turismo ma misure ad hoc per le comunità che si occupano del turismo, quindi per i nostri residenti. Ovvero per coloro che vivono tutto l’anno nei centri della costa e che garantiscono servizi e ospitalità».
Quindi risorse e personale parametrati ai grandi numeri delle presenze estive.
«Sembrerebbe un ragionamento logico, ma finora non è stato così. I Comuni balneari sono stati sottoposti a tensioni incredibili per dare risposte agli ospiti nei mesi caldi, ma così non si può andare avanti. Siamo mete del turismo europeo che competono con altre città europee, senza linee di finanziamento adeguato scricchiola un sistema chiave per l’intero Paese».
Come state definendo queste misure coi i tecnici del ministero?
«Intanto c’è il capitolo Pnrr: c’è condivisione col ministro sul fatto che non si possono mettere sullo stesso piano comuni che hanno 10-15mila abitanti tutto l’anno con i nostri. Devono esserci fondi statali in ragione della specificità del turismo balneare».
Si potrebbe obiettare che l’emergenza la vivete solo d’estate.
«Sbagliato. Stiamo facendo uno sforzo enorme per allungare sempre più la stagione. Pensi a Jesolo che è già sotto pressione per quasi tutti i fine settimana, appena c’è un po’ di sole si riempie. E poi nella costa l’impegno per preparare la macchina ormai si estende a quasi tutto l’anno».
Avete detto che volete impegni nero su bianco: uno di questi sarà la possibilità di disporre delle entrate della tassa di soggiorno?
«Certamente, almeno nella misura del 50% i comuni devono essere liberi di decidere come destinarli. Oggi come oggi vanno vincolati a misure per il turismo, ma è un’ottica poco sensata. Se io ho problemi sulla viabilità, se ho una strada piena di buche e devo sistemarla, questi lavori non andranno anche a beneficio dei turisti che arrivano? Lo stesso vale per le bollette e l’illuminazione, e potrei continuare».
Su sicurezza e ordine pubblico che garanzie avete avuto?
«I protocolli col ministero sulla disponibilità del personale vanno fatti per tempo, non a stagione iniziata. Le criticità della scorsa stagione se le ricordano tutti. Quanto alla polizia locale si dovrebbe ragionare tra un 30 e un 50% di personale in più rispetto alla situazione attuale».


