
Turismo, da Matera un modello per l’Italia
Il Forum del Sole 24 Ore. Bardi: «Ha funzionato la collaborazione tra pubblico e privato». Cresce l’interesse degli investitori internazionali
Luca Orlando
Turismo, da Matera un modello per l’Italia
Il Forum del Sole 24 Ore. Bardi: «Ha funzionato la collaborazione tra pubblico e privato». Cresce l’interesse degli investitori internazionali
Luca Orlando
«C’è collaborazione e sintonia tra operatori pubblici e privati, il che consente di elaborare un’offerta articolata, che produce risultati». Esito visibile nei numeri, quello evocato da Vito Bardi, presidente della Regione Basilicata nel corso del Forum internazionale del Turismo tenuto ieri a Matera, al quale hanno partecipato oltre mille persone, in presenza e in streaming, aperto da un intervento del sindaco di Matera, Domenico Bennardi, e del direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini. Risultato di una politica attrattiva sintetizzabile nei riconoscimenti raggiunti:città (Matera) più accogliente al mondo per Booking.com, sistema ricettivo (la Basilicata) più apprezzato d’Italia per Demoskopica. Giudizi positivi a cui si aggiungono successi nei numeri: se il 2023 è stato in generale scintillante per il comparto in regione, con arrivi e presenze (2,5 milioni) in crescita a doppia cifra, nel caso degli stranieri gli arrivi sono stati addirittura del 40% superiori ai record del 2019 (presenze +25%) , l’anno di Matera capitale europea della Cultura. Dati che fanno parte di una tendenza più ampia, dove è visibile una crescita delle mete meno battute. «Il trend che vedo consolidarsi tra i grandi operatori – spiega la presidente di Confindustria Alberghi Maria Carmela Colaiacovo – è quello delle destinazioni cosiddette “minori”, per il nostro settore una rivoluzione copernicana. Oggi il turismo internazionale è disposto a scommettere sul cosiddetto “undertourism” e qui abbiamo ancora tanto da offrire. Su Matera poi si è acceso un faro importante e credo che sia una delle località in grado di approfittare di questa nuova tendenza». Effetto di trascinamento rispetto al grande evento che è anche l’esito di interventi svolti con un mix di risorse, finanziamenti bancari, interventi privati oppure pubblici. Come accade con Cdp, che dispone di un fondo ad hoc da 650 milioni (30% Ministero del Turismo, 70% Cdp) e di altri 150 milioni attraverso il Pnrr. «La nostra azione – spiega la responsabile dei fondi turismo di Cdp Real Asset Sgr Chiara Caruso – riguarda anzitutto la ristrutturazione di immobili dismessi e il loro recupero attraverso nuove gestioni. Lo abbiamo fatto ad esempio per Villa Igiea a Palermo, lo stiamo facendo per una struttura termale di Salsomaggiore, in entrambi i casi con un impatto positivo per l’indotto del territorio». «Il gruppo Bcc Iccrea – aggiunge Teresa Fiordelisi, Presidente di BCC Basilicata e Vice Presidente del Gruppo BCC Iccrea – con le sue 116 BCC attente alle esigenze del territorio, si affianca al settore turistico con risorse da destinare a tutta Italia, in particolare al Mezzogiorno, e assiste gli operatori anche con una consulenza mirata allo sviluppo quali-quantitativo delle strutture».
«Gli investimenti privati – spiega il presidente della sezione turismo di Confindustria Basilicata Giovanni Materazzo – sono stati i protagonisti della crescita delle strutture, oggi possiamo vedere nel settore un giro d’affari di 700 milioni, con effetti positivi sull’indotto e sull’occupazione, stimata sul nostro territorio in 12mila unità». «La finanza agevolata regionale ha un ruolo importante – racconta Il vicepresidente di Confindustria Basilicata Francesco D’Alema – e alcuni bandi presentati in passato saranno certamente riproposti nella nuova programmazione, che vale quasi un miliardo. Risorse, però, che occorre scaricare a terra subito».
Investimenti verso mete “altre” che proseguono nel settore a più livelli. Come è il caso di Arsenale Group, che metterà in campo sei treni extra-lusso per viaggiare tra i territori. «Investimento da oltre 150 milioni – racconta la responsabile dello sviluppo del business Angelica Corsini – con la creazione di almeno 250 posti di lavoro diretti. L’obiettivo è proprio di scoprire l’intero Paese, anche le mete meno esplorate». Come spesso accade in Italia, anche qui a giocare un ruolo rilevante in termini identitari e di capacità di attrazione è l’aspetto enogastronomico, con cibo e bevande a rappresentare icone non replicabili altrove. È il caso di Lucano e Oropan, aziende che hanno anche varato musei aziendali per raccontare la storia del prodotto.
«Abbiamo raggiunto lo scorso anno il record di 13mile visite – spiega l’ad di Lucano Francesco Vena – e insieme ad altre realtà abbiamo creato un Grand Tour di musei che abbraccia più regioni del Sud, un altro modo per attrarre visitatori. Per noi l’export vale già il 20% ma vogliamo crescere ancora». «Il pane di Altamura Dop – racconta Lucia Forte, ad di Oropan – eleva il patrimonio locale diventando un attrattore turistico e culturale di rilievo internazionale. Innovando i processi produttivi siamo stati in grado di rilanciare l’export, trend che prosegue anche ora». Flussi graditi, quelli dei turisti in arrivo, che tuttavia devono anche essere sostenibili, tenendo conto di ambienti che diventano sempre più fragili, presi d’assalto in momenti specifici dell’anno.
«Sempre più spesso – spiega la lead manager di Terra Institute Renata Rizzo – lavoriamo con sindaci che chiedono come poter gestire al meglio gli arrivi. Servono soluzioni, di trasporto e logistiche ad esempio, per conciliare la fruizione dei luoghi con la sostenibilità». Sostenibilità che è alla base anche della nascita di singole strutture, come è il caso del Bike Hotel Casa Bart nel Cuneese. «Ciclovie e percorsi montani – spiega la titolare Augusta Angelino – attraggono gli arrivi, nel nostro caso per il 70% stranieri».
PIANIFICAZIONE STRATEGIA SOSTENIBILE
Gioco di squadra per vincere la sfida e creare l’ecosistema industriale della risorsa territorio
Lucilla Incorvati
Il turismo è in capo alle Regioni ma Ministero degli Esteri, Ministero del Made in Italy e il neonato Dicastero del Turismo sono chiamati a lavorare insieme per canalizzare al meglio gli incentivi e creare l’ecosistema industriale della risorsa turismo. Ne sono convinti Francesco Felici, Direttore Generale del Ministero del Turismo, Giuseppe Pastorelli, Vicedirettore Generale Ministero degli Affari Esteri e Giacomo Vigna del Mimit. Tra i progetti che hanno visto già all’opera un’azione corale c’è il progetto del Turismo delle Radici . «Stiamo lavorando da tre anni – sottolinea Giovanni Maria De Vita del Ministero degli Esteri – da nord a sud del paese per promuovere il territorio ad una platea di 80milioni di potenziali turisti stranieri che hanno origini italiane e che sono pronti a conoscere il Belpaese».
È ai turisti desiderosi di fare esperienze culturali che guarda il sindaco di Matera Domenico Bennardi «abbiamo tanto da raccontare ai turisti curiosi – sottolinea – ai giovani e alle scolaresche per i quali un viaggio a Matera può essere anche un modo diverso per imparare la storia». ,
«Il risultato raggiunto dal sistema turistico lucano premia la qualità dell’accoglienza – ha sottolineato Antonio Nicoletti direttore dell’Apt Basilicata – ma anche un proposta innovativa in ambiti non scontati. Dopo il boom di Matera 2019 abbiamo lavorato sul connubio natura e tradizioni ma anche tra arte e paesaggio grazie al fascino dei borghi e ai laboratori multisensoriali, diventando destinazione d’elezione per un turismo esperienziale. Erbe spontanee, fiori, astronomia, fiabe e magia sono solo alcune proposte del nostro turismo delle passioni». C’è anche la piccola Maratea tra i luoghi da visitare in Basilicata tra le finaliste a Capitale italiana della cultura nel 2026 e al quale la Regione Basilicata, attraverso l’Apt sta dando il suo pieno supporto.
«Così come lo sta dando alla città di Tito che punta anche lei sulla cultura -ricorda Graziano Scavone, Sindaco di Tito – fra i comuni finalisti a Capitale italiana del libro nel 2024..
«Per noi è una sfida importante sostenuta dai tanti che amano e frequentano Maratea, una testimonianza che va oltre il semplice gradimento- ha evidenziato Valentina Trotta, Assessore al turismo di Maratea
La valorizzazione dei piccoli borghi della Basilicata e dai tanti bellissimi sparsi sul territorio nazionale passa dalla loro accessibilità. Un alleato di grande rilevanza è il sistema ferroviario che con la sua infrastruttura rappresenta la spina dorsale del paese. «Le stazioni svolgono già un ruolo importante rispetto ai flussi turistici nazionali – ha ricordato Luigi Contestabile, Direzione Strategie e Pianificazione Sviluppo Infrastrutture di RFI -.Circa il 10% delle persone che prendono ogni giorno un treno lo fa per motivi turistici. Alcune tipologie di treno, quelle a lunga percorrenza, i treni AV, gli Intercity, hanno una percentuale di turisti molto più alta. E dall’analisi geospaziale emerge che il 20% delle stazioni italiane (oltre 400) ricadono in comuni ad alta o altissima vocazione turistica. Di queste 400 stazioni la parte del leone la fanno le stazioni del mare, quelle vicine ai luoghi delle vacanze estive, le altre 200 sono divise tra il turismo di montagna, quello culturale, le terme, i laghi e con 80 stazioni a meno di 1 km da un sito Unesco».
RFI ha sviluppato “StationLAND”, nuova piattaforma di location intelligence in grado di elaborare nuove strategie di sviluppo delle stazioni che guardano alle esigenze del turismo, con l’obiettivo di intercettarne i flussi più importanti ed offrire ai viaggiatori le migliori soluzioni intermodali.
Marco Bussone, Presidente dell’Unione Nazionale Comuni, Comunità, Enti Montani lancia un allarme: attenzione a turisticizzare borghi e piccoli centri non rispettando le comunità che ci vivono e che anzi devono essere le prime a beneficiare di uno sviluppo di un territorio dove devono restare protagonisti.
Proprio in territori dove le comunità sono forti ci sono gli esempi meglio riusciti di Alberghi Diffusi «un modello che l’Italia – ha ricordato Giancarlo Dall’Ara, Presidente dell’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi- sta esportando all’estero con successo».
«Soprattutto nelle aree interne , nei borghi operano le cooperative – gli fa eco Irene Bongiovanni, Presidente Confcooperative Cultura, Turismo e Sport – che portano avanti progetti che hanno al centro sviluppo sostenibile per le comunità , sinonimo di lavoro e nuove opportunità per i tanti giovani».


