Il G20 Spiagge, focus a Milano per discutere dello status di città balneare. L’aumento di presenze nelle località turistiche per questa stagione stimola sindaci e amministratori a insistere per avere più risorse e servizi. La legge sullo “Status di città delle spiagge” sta iniziando il percorso parlamentare e il network chiede con forza al Governo di chiudere ento fine anno. «Noi sindaci affrontiamo problemi comuni», dice Roberta Nesto, sindaco di Cavallino Treporti e coordinatrice nazionale di G20 Spiagge, «ricercando soluzioni che l’apparato legislativo non contempla. Molti i criteri ricorrenti tra noi e relativi alla nostra azione amministrativa e che ritroviamo nelle località con una massiccia presenza di turisti come in quelle con meno. E la base giuridica su cui il Parlamento è chiamato a promulgare lo status di
Città delle spiagge»,
A Milano erano presenti 15 sindaci del network che raccoglie le località con più presenze, per un totale di 70 milioni. Chiedono strumenti adeguati.

Il direttore del Master in economia del Turismo dell’Università Bocconi, Cristina Mottironi, ha sposato in toto lo status che renderà il settore balneare molto più competitivo in Europa.
Ora sono previsti incontri con le forze politiche, oltre al Ministero del Turismo. «Abbiamo bisogno di risorse e di un apparato normativo per rispondere alle criticità», aggiunge Nesto, «la reputazione e il Pil italiano passano attraverso il turismo. La politica deve dare risposte». «Il turismo è un sistema che oggi sta funzionando, ha bisogno di investire e innovarsi», conclude, «i criteri per l’individuazione dello Status verranno proposti a breve quando sarà avviato l’iter. Tra questi il gap tra popolazione residente e gli ospiti temporanei, il litorale balneabile, i servizi, i postiletto».
A Cavallino-Treporti si lavora sull’accessibilità alla località, i flussi che si sommano a quelli di Jesolo. E la sanità, con presidi che richiedono più medici e servizi.