
C’è una penisola lunga circa quindici chilometri, sospesa fra il mare Adriatico e la Laguna di Venezia, che con il tempo è diventata il re-
gno dei campeggiatori. È il litorale di Cavallino Treporti: nell’entroterra un reticolo di valli salmastre affacciate sulla laguna, verso il mare un lungo cordone di spiaggia e pineta con riserve naturali, antiche fortificazioni e una gran quantità di campeggi, agricampeggi e villaggi turistici. Tante strutture che, variamente declinate, mirano a rispondere a ogni richiesta del turismo open air. È in questo ospitale territorio, baciato dal sole primaverile, che abbiamo pedalato in lungo e in largo alla scoperta delle sue tante meraviglie.
DUE FARI ALLE DUE ESTREMITÀ La parte orientale della penisola confina con il territorio di Jesolo e il suo lido, demarcata dal fiume Sile che sbocca in mare all’altezza del faro del Cavallino. La parte ovest, Punta Sabbioni, si affaccia sulla laguna e su una delle tre bocche di porto dove è stato installato il Mose, il sistema di dighe mobili che serve a difendere dall’acqua alta Venezia e la stessa laguna. In corrispondenza di Punta Sabbioni ecco un altro faro, per la sua eccentrica forma soprannominato “pagoda”. Fra le due torri di segnalazione si distende una lunga spiaggia vellutata e più volte premiata dalla Bandiera Blu, abbracciata da un’ombrosa pineta. Alle spalle della linea di costa corre la Via Fausta, o SP42, principale asse di collegamento della penisola e dritta come un righello. Parallela ad essa c’è una bella pista ciclopedonale, anch’essa dritta a perdita d’occhio, che permette di percorrere in tutta sicurezza questa direttrice che in alcuni periodi dell’anno è molto trafficata. Per la bicicletta sono più indicate le strade e le stradine laterali e altre piste ciclopedonali che l’amministrazione locale ha idealmente collegato fra loro creando una serie di interessanti percorsi ciclo- turistici (si veda il riquadro a pagina 77). Al termine di Via Fausta, in piazzale Punta Sabbioni, c’è l’imbarco dei traghetti per Venezia e le principali isole della laguna. Queste meraviglie, inserite nell’elenco dei siti patrimonio dell’umanità dell’Unesco, sono lì a portata di mano e inducono alla tentazione di lasciare la bici e imbarcarci. Ma a loro dedicheremo un altro viaggio: per questa volta abbiamo scelto di addentrarci fra gli incanti di questo territorio.

I VARIEGATI SCENARI D’ACQUA E DI TERRA A Punta Sabbioni imbocchiamo la ciclabile che, costeggiando la laguna e poi il canale Pordelio, conduce al primo ponte di Treporti. È questo il nome del piccolo borgo lagunare attraversato da canali e caratterizzato dalla chiesa della Santissima Trinità, dotata di due campanili. Attraversato l’abitato e giunti in corrispondenza del cimitero si devia per Via Saccagnana. Qui s’inizia a pedalare fra i variegati scenari del territorio lagunare: campi coltivati, valli da pesca, barene e orti, abitati da una gran varietà di avifauna. Una sosta in Via del Prà per ammirare la corte raccolta intorno alla chiesetta della Beata Vergine del Carmine e alla rinascimentale casa padronale e poi via, lanciati su stradine deserte verso i silenzi del versante settentrionale della laguna. Il capolinea è Lio Piccolo, una manciata di edifici e un arioso cortile d’altri tempi su cui affacciano Palaz- zo Boldù, la chiesa di Santa Maria della Neve con la canonica e il campanile e poche case rurali. Tornati a Treporti, seguendo ora il canale Pordelio si imbocca la pista ciclopedonale che in pochi chilometri arriva all’a- bitato di Cavallino. Si pedala in tutta sicurezza a bordo strada con belle viste sulla placida laguna; per alcuni chilometri la pista è stata realizzata a sbalzo sull’acqua e, una volta completata, sarà tra i percorsi ciclabili a sbalzo più lunghi d’Europa.
Cavallino è uno dei maggiori centri abitati del territorio comunale, e ha il suo centro in Piazza Santa Maria Elisabetta contraddistinta dall’omonima e candida chiesa della prima metà del Settecento e da un obelisco ai caduti sulla cui sommità si trova la statua di un cavallino. Il rientro verso Punta Sabbioni si effettua interamente su percorso ciclopedonale seguendo la direttrice di Via Fausta, sempre che non si preferisca deviare per altre destinazioni, rincorrendo le suggestioni delle vie della laguna e del mare, da percorrere in punta di piedi o… di pedale.


