
Gentile Sindaco Roberta Nesto, ci siamo lasciati all’inizio dell’estate con una serie di considerazioni su Cavallino Treporti, la prima destinazione per il turismo all’aria aperta in Europa. Ha mantenuto questa leadership?
Noi riteniamo di si, per il semplice motivo che stiamo raggiungendo risultati veramente buoni, anche rispetto alla stagione 2019, prima del Covid.
I numeri reali ce li darà l’ENIT tra qualche mese ma, intanto, noi sappiamo che in Europa siamo ancora la destinazione preferita dai turisti che amano una vacanza all’aria aperta, nelle nostre strutture ricettive stellate, dotati di tutti i servizi e favoriti da una grande sicurezza sia sanitaria che sociale. Chi desidera staccare dopo 11 mesi di lavoro
o chi desidera semplicemente la tintarella estiva, trova presso la mia località tutto ciò che cerca.
Siamo convinti che molto ci sia ancora da fare e che questi ultimi due anni abbiano rallentato lo sviluppo: sappiamo, però, che non ci siamo tirati indietro di fronte alle difficoltà e che questa prova ha forgiato imprenditori ancora più convinti negli investimenti e dipendenti consapevoli del loro valore e sempre più preparati. Secondo me siamo usciti dalla pandemia rafforzati, soprattutto nella convinzione che il settore turistico sia la carta migliore che possiamo giocare per il nostro futuro e per lo sviluppo sostenibile della località.
Era difficile trovare posto durante l’estate a Cavallino Treporti. Anche alcuni nostri lettori non sono riusciti a soggiornare da voi: qualcosa da migliorare?
È vero. In questa stagione l’esigenza di avere un luogo sicuro in cui riposare e un luogo all’aperto in cui potersi distanziare sono stati motivi condivisi da moltissime persone. Sapete che quasi I’80 % dei nostri ospiti sono stranieri, soprattutto tedeschi, ma anche i nostri connazionali hanno iniziato a scegliere vacanze diverse e particolari. Poi, gli stranieri prenotano con molti mesi di anticipo e questa non è una nostra abitudine: si, in molti non hanno trovato posto. Ma, per tornare alla domanda, oltre a migliorare ciò che abbiamo cerchiamo di rendere la stagione più lunga, cerchiamo di favorire presenze anche in primavera e in autunno.
Per noi è una programmazione nuova, considerando importanti anche altri elementi di richiamo turistico: non solamente sole e mare ma anche enogastronomia, musei, i nostri forti, i nostri prodotti agricoli sempre più rchiesti e in fondo, il saper godere di un territorio naturale molto verde e molto blu!
Durante l’estate avete inaugurato anche la pista ciclabile a sbalzo sull’acqua più lunga d’Europa. Siete soddisfatti?
Moltodi più, siamo molto felici soprattutto per aver trovato un simbolo reale del nostro territorio, un elemento che ci riempie di orgoglio e che vogliamo sia il nostro elemento caratteristico di Cavallino Tre-
porti. Vedete, questa di Cavallino Treporti è una terra che è stata poco considerata, era nei fatti uno degli orti di Venezia e forniva altre città venete
Una popolazione di agricoltori dediti alla loro economia. Il turismo ha modificato questa condizione ma, oso dire, ancora più importante è stato l’aver raggiunto l’autonomia da Venezia ed essere diventati comu-
ne a nostra volta, con tutti gli obblighi ma anche i privilegi di chi deve pensare a sé stesso e al proprio futuro. Questa realtà è diventata la sesta città turistica d’Italia e la prima destinazione europea dell’orair. Stiamo lavorando per far crescere il territorio e la nostra comunità.
Un esempio concreto è Via Pordelio, il sogno che è diventato realtà, la nostra pista ciclopedonale,
uno sbalzo che offre scenari bellissimi ed emozionanti. E un’opera pubblica importante, invidiata, unica.
Ne hanno scritto i giornali italiani e quelli europei, è stata fotografata come fosse una diva.
tutti i media l’hanno fatta conoscere…. insomma, come si fa a non essere orgogliosi di questa bellezza?
Qualche altra novità da presentare in anticipo per la prossima stagione?
Beh, noi vorremmo superare il concetto stesso di stagioni, puntando ad offrire lavoro ed opportunità tutto l’anno! E allora, che cosa proponiamo? Noi abbiamo un patrimonio naturale che è la Laguna. E, tra l’altro,
uno dei primi patrimoni dell’UNESCO. Vogliamo valorizzare e far conoscere questo ecosistema delicato e bellissimo. Lo facciamo con attenzione, come si deve ad un contesto unico che ha bisogno di tatto, che necessita di tutta la sensibilità e la delicatezza possibili. In alcuni luoghi abbiamo sospeso il traf-
fico, in altri si può arrivare solo in bicicletta e a piedi. È il nostro lascito ai figli e ai nipoti, non
solo ai nostri compaesani, ma ai figli e nipoti di tutti gli ospiti!
Visitare la Laguna, andare a Lio Piccolo, fermarsi negli agriturismi che vivono di colture speciali… vedere le stagioni che si susseguono tra acqua, cielo, Venezia e le sue isole sullo sfondo e migliaia di uccelli. Credetemi: una grande emozione in tuttele stagioni. Questo è Cavallino Treporti.


