Prima destinazione balneare del Mediterraneo ad aver già raggiunto gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu, Cavallino-Treporti,
che a dicembre festeggia la sua autonomia da Venezia, invita a farsi scoprire fuori stagione. Fra piste ciclabili avveniristiche e cammini

Outdoor in pieno inverno.
Puo essere piacevole anche quando tuor piove. O nevica (raramente), ma soprattutto quando le orde di villeggianti estivi non ci sono e si va in giro in un ambiente sano, pulito e giusto. Certificato. Ovvero nella prima destinazione balneare del Mediterraneo che pochi giorni fa ha ottenuto la certificazione Gstc (Global sustainable tourism council), raggiungendo
tutti i 38 criteri e 174 indicatori dettati dall’Agenda 2030 dell’Onu. Destinazione Cavallino-Treporti, la localita turistica open air più importante d’Europa, piccolo lembo di terra immerso nella (verde) Laguna di fronte a Venezia, con un litorale esteso per 15 km, che sabato scorso ha celebrato oltre 35 anni dal quel passo che fu decisivo verso l’autonomia ammini-strativa: il referendum consultivo del 13 dicembre 1998 che fu l’inizio di un percorso che trasformò il territorio da semplice “quartiere 9” a comune autonomo, una conquista di dignità, responsabilità e visione che ha portato a Cavallino-Treporti numerosi riconoscimenti.
Inserito dal 1987 tra i Patrimoni dell’umanità dell’Unesco, come sito della Laguna di Venezia, ha costruito negli anni un susseguirsi di successi ambientali e turistici: dalle certificazioni Emas alla Bandiera Blu,
dalla Bandiera Gialla dei comuni ciclabili alla Bandiera Verde assegnata dai pediatri europei fino alle spiagge adatte ai bambini. Un iter virtuoso arricchito adesso dal traguardo più prestigioso e difficile: essere la prima destinazione balneare guardo più prestigioso e difficile: essere la prima destinazione balneare del Mediterraneo certificata Global sustainable tourism council, il massimo standard internazionale per il turismo sostenibile.

A cui si affianca, in quest’anno che sta per chiudere, il record di presenze turistiche stagionali, quei circa 7 milioni invogliati dai campeggi più lussuosi d Europa che aprono durante l’esta-te, in prevalenza tedeschi. «Siamo in una penisola tra Venezia e Jesolo,
meta internazionale di grande rilevanza naturalistica dove la sostenibilità non è un concetto astratto, ma un sistema di vita e di vacanza, incentrato in particolare in questa lo-
calita veneta sul turismo open air,
stow e di dualità, racconta Roberta
Nesto, sindaca di Cavallino-Treporti dal 2015, «un modello italiano diventato eccellenza internazionale che è la conferma di un impegno quotidiano per la qualità della vita di residenti e visitatori». E tornando alla festa che ricorda l’autonomia, il consiglio comunale ogni anno, in quella data, premia cittadini, associazioni e realtà locali che si sono distinti per impe-gno, responsabilità e servizio alla comunità. «La Gstc non è un punto di arrivo ma la prova che le scelte compiute in questi anni hanno generato risultati concreti per l’intero territorio», commenta Nesto, «abbiamo ricevuto anche indicazioni su margini di miglioramento che accogliamo come un impegno per il futuro».
In questo premiato e brillante scenario green e ospitale viene una voglia matta di mettersi in marcia verso questo angolo di Veneto orientale con guanti, sciarpa e cappello e uno zainetto in spalla. Pochi gradi, pochi turisti e tante attrazioni comunque nel pieno inverno di questo piccolo comune di 13mila abitanti (quinta località più visitata d’Italia dopo Ro-ma, Venezia, Milano e Firenze) meta ideale di un viaggio fra Natale e Capodanno che invita ad esperienze all’aria aperta riscaldate e colorate da un calendario festaiolo di prima qualità (vedi articolo nell’altra pagina).
E dove la bicicletta è il passe-par-tout. D’altronde, il turismo outdoor
è il vero fenomeno di questi ultimi anni: su 7l milioni di presenze in Italia nel 2024, oltre 11 milioni di arrivi fanno parte del settore open air confermando così la crescita di questo mercato che nel nostro Paese ha un impatto economico complessivo di 8 miliardi di euro. Cavallino -Treporti offre circa 60 Km tra percorsi e piste ciclabili nel suo territorio, collegandosi nel suo territorio, collegandosi alla Monaco – Venezia, una cicloturistica che attraversa tre nazioni, dalla Baviera attraverso il Tirolo fino in Italia per 560 km, innestandosi anche sulla ciclabile del Sile. E nello scenario lagunare si inserisce la pista ciclabile a sbalzo più lunga d’Europa,
7 km, di cui 5 sopra la Laguna, in acciaio e legno. E per riscoprire la vocazione di questa terra per i lunghi cammini si può imboccare anche la ciclopedonale del lungoargine per ritrovare a Concordia Sagittaria il basolato originario della Via Annia, storica via romana che percorreva tutta la costa veneta, collegava Hatria (la moderna Adria), a Patavium (Padova), Altinum (Altino), Iulia Concordia (che incrociava la via Postu-mia) fino ad Aquileia.
Rendendo la zona una delle migliori d’italia per qualita della vita che qui è altissima. Anche per il cibo: il mix di sole, sali e acque salmastre consente una produzione di frutta e verdura tra le migliori in Italia. Non a caso Cavallino – Treporti è stata nei secoli considerata “l’orto di Venezia”.

NATALE SULL’ACQUA PERCORSI DIM LUCE D’ARTISTA PRESEPI VIVENTI E CONCERTI

Natale in Laguna. In questi giorni Cavallino-Treporti si presenta in una versione completamente diversa da quella a cui si è abituati in primavera e in estate: un vero paese del Natale creato per la comunità e vissuto dalla comunità. E poi anche dai turisti. Un calendario ricco di iniziative che unisce tradizione, arte, creatività e il profondo legame del territorio con le festività.
Tra gli appuntamenti più suggestivi il Lagoon Nativity, il presepe incantevole realizzato dal comune e ideato dall’artista Francesco Orazio, che si sviluppa lungo la spettacolare ciclopedonale del Pordelio, la “via del respiro”, la pista a sbalzo più lunga d’Europa, oltre 7 km di percorso sospeso sul-l’acqua. Con le sue 400 statue in compensato marino, il presepe fonde acqua, luce e spiritualità, diventando un simbolo del profondo legame tra la comunità e il suo paesaggio lagunare. L’opera è visitabile fino a tutto gennaio e apre, inoltre, l’itinerario diffuso “Arte del presepe”, che permette di scoprire oltre 20 presepi realizzati dalle famiglie in case e giardini aperti a tutti, compresi suggestivi presepi sull’acqua, trasformando
Cavallino-Treporti in un museo a cielo aperto di luci e cultura.
E ancora, al Centro civico di Ca’Savio, fino al 12 gennaio si può vivere e scoprire il Villaggio di Nata-le, percorso espositivo e artistico curato da Daniel Marangon Goretti. Quest’edizione propone un dialogo tra mito e contemporaneità: le Muse dell’antica Grecia incontrano le icone moderne dello spet-tacolo, in un viaggio che celebra la creatività e la forza dell’arte in

tutte le sue forme: pittura, scultura, canto e recitazione (tutti i giorni dalle dalle 15 alle 19), con spetta-coli, momenti musicali e laboratori creativi per famiglie e bambini.
Da oggi, invece, nella grande tensostruttura del Parco Urbano, le festività si trasformano in un’esperienza condivisa di incontri, note, riflessioni. E riflessi di luci che illuminano ogni angolo. Le giornate sono animate da spetta-coli, concerti e attività per tutte le età. L’energia dei Brick Christmas contagia i più piccoli, mentre i mercatini e i sapori offrono tradi-zioni, profumi e artigianato locale. Non mancano cene a tema, musica dal vivo e momenti di festa per famiglie e turisti. Il viaggio si conclude il 1° gennaio con un magnifico concerto di Capodanno per un saluto collettivo al 2025 e un benvenuto dell’anno nuovo.

Il 6 gennaio, solo per un giorno, torna anche il Presepe vivente, giunto alla sua 31ª edizione, promosso da Artemio Bodi, presidente dell’associazione culturale “Usi e costumi Cavallino-Treporti”.
Per questa edizione, 60 figuranti ridanno vita a un villaggio d’epoca minuziosamente ricostruito con capanne in legno, attrezzi del-
l’epoca, botteghe artigiane e la capanna di Gesù allestita nel vivaio
Bodi. Il percorso culmina con l’arrivo dei Re Magi, in una rievocazione che ogni anno commuove, unisce e rinnova l’identità più autentica di una località che se per molti è principalmente la quinta città turistica italiana e la prima destinazione balneare del Paese, in inverno s’illumina di valori più veri legati alla famiglia.