

Caccia all’intruso: Roma, Venezia, Milano, Firenze, Cavallino Treporti.
Nella classifica italiana che fotografa l’attrattività turistica misurando i pernottamenti annui, il comune veneto è al quinto posto assoluto pur non disponendo di Colosseo, Basilica di San Marco, Duomo o Campanile di Giotto. Quinto. Con quasi 7 milioni di pernottamenti, davanti a tutte le altre capitali italiane del turismo. Una storia unica. Non solo Cavallino Treporti è nettamente il più piccolo trai primi cinque comuni della classifica, poco più di 13 mila abitanti contro i circa 50 mila del centro storico di Venezia e i 2,8 milioni di Roma, ma è anche nettamente il più giovane. Se Roma è eterna, Cavallino Treporti diventa unità amministrativa indipendente solamente nel 1999, quando un referendum sancisce la separazione territoriale da Venezia, di cui era parte integrante, un quartiere, il 9, trovandosi a nord della Serenissima, a 40 minuti di navigazione da Riva degli Schiavoni, ovvero Piazza san Marco.
VOCAZIONE ESTERA
«È un territorio straordinario – dice Roberta Nesto, da quasi dieci anni sindaco di Cavallino Treporti -, dove la tutela dell’ambiente è concreta e quotidiana, dove il turista può davvero dimenticare l’auto e spostarsi in bicicletta, recuperando un rapporto con la natura, nella fattispecie la laguna veneta, che non ha eguali. Cavallino Treporti è il leader italiano del turismo Open Air, il turismo all’aria aperta, una delle capitali europee di questo modo estremamente sostenibile di vivere la vacanza».
Un richiamo molto avvertito oltre confine. Circa il 90 per cento delle presenze sono straniere, per la stragrande maggioranza tedesche. La tedesca Adac Campingführer, la bibbia del settore, che fotografa la annualmente la qualità dei migliori campeggi europei, indica tra i migliori camping d’Europa nove strutture che qui hanno sede. Un successo che si conferma da decenni.
A questo punto è necessario fare un passo indietro e superare un luogo co-mune. «Chi pensa al turismo Open Air come a un turismo povero – dice Alberto Granzotto, presidente nazionale di Faita, la Federazione delle associazioni dei complessi turistico ricettivi all’Aria aperta, a sua volta gestore di un campeggio e, con il fratello Andrea, della Tenuta di Cavallino, splendido recupero edilizio di una struttura poco meno che centenaria – è fuori strada. Oggi un campeggio, come i 29 che ci sono a Cavallino, offre servizi e sistemazioni che sono in linea con un albergo a quattro stelle. Talvolta anche a cinque, Cavallino Treporti, con le sue strutture ricettive si rivolge a una clientela di fascia alta, di cui conosce e monitora gusti ed esigenze quasi in tempo reale, fidelizzando il turista, che molto spesso al termine della vacanza prenota per l’anno successivo».
SEGNI OPPOSTI
Vicinissima a Jesolo, con cui confina e da cui si passa, arrivando dalla A4, Cavallino Treporti offre un turismo di segno opposto. Da una parte grattacieli vista mare, dall’altra una lunga striscia verde di vegetazione che accompagna l’ospite verso l’Adriatico. «L’aver raggiunto un così importante riconoscimento delle nostre capacità ricettive, con quasi sette milioni di pernottamenti annui – dice la sindaca Nesto – è uno stimolo a migliorarci. Vogliamo essere concentrati sulla tutela del paesaggio, che teniamo a mantenere così come lo abbiamo conosciuto, tutelando la nostra comunità.
Lallungamento della stagione turistica consente contratti di lavoro più adeguati soprattutto per i giovani che, sul fronte della formazione, sono uno dei nostri principali obiettivi, forse il più importante, per dare un futuro a questo territorio. Ci mancano ancora degli strumenti, in particolare lo status di Comunità marina, che ci permetterebbe di veder riconosciuta la particolarità delle nostre Città a fisarmonica, che in estate decuplicano gli abitanti. Ma ci stiamo lavorando, nel maggio scorso è stato presentato in Parlamento, un disegno di legge.
Soprattutto, siamo una comunità coesa, capace di superare le divisioni personali individuando il bene comune».
Terreno in origine paludoso, Cavallino un secolo fa era una tenuta agricola, latifondo in cui operava principalmente la Sac, Società agricola del Cavallino, fino al 1927 Società agricola bolognese, che allora prese sede a Firenze, coinvolgendo nell’avventura imprenditoriale alcune banche locali, prima di tutte il Credito Toscano. Dal 1930 al 1933 si realizzò un’importante opera di bonifica del territorio, che interessò i 1.280 ettari della tenuta, anche grazie all’arrivo di numerose famiglie di contadini, specialmente da Santa Maria di Sala, entroterra veneziano e dal Vicentino. Oggi, grazie a quel lavoro, rimane vivo il legame con la terra e l’acqua che la circonda e chi arriva a Cavallino Treporti trova un ambiente unico, strutture ricettive moderne e una straordinaria vista verso Venezia.


