CAMPING E VILLAGGI INVECE DEL CEMENTO CON UN PATTO IL PAESE DIVENTA COMUNITÀ

Un patto per il clima. Firmato tra una sindaca e la sua comunità, quella di Cavallino Treporti, in provincia di Venezia. Una penisola dalla doppia ani-ma, quella marina e quella lagunare, che ha fatto del turismo open air la propria forza. Grazie a una natura incontaminata e a panorami magici, soprattutto con la luce dell’alba e del tramonto che immergono i quindici chilometri di costa in un’atmosfera ammaliante.


Il Protocollo della “Blue&Green Community” è stato voluto dalla prima cittadina, Roberta Nesto, partendo dal presupposto che «la sostenibilità è un tema di cui tanto si parla, ma molto spesso diventa più un’etichetta o una bandiera che si sventola, di fronte cui poi ci si sente impotenti. La sostenibilità deve essere un obiettivo perseguito, ma ci si può demoralizzare rispetto alla grandezza del tema». E dato che «d’emergenza climatica ormai la possiamo testare ogni giorno con le notizie della stampa, ma anche con l’esperienza quotidiana di ciascuno, non possiamo più rimandare» sottolinea Nesto.
«Dobbiamo pensarci oggi, ora, e pianificare uno stile di vita diverso per essere veramente incisivi». Ancora di più nella consapevolezza che «dell’e-
mergenza climatica sono declinazione anche le emergenze economiche e quelle sociali».
L’idea è semplice. Per quanto il singolo possa fare la propria parte, impegnandosi con azioni mirate per dare il proprio contributo, questo non basta. Perché «il rapporto “uno vale uno” non è un’azione sufficiente», osserva la sindaca di Cavallino Treporti, «Se, invece, la comunità si mette in rete in modo coeso, condivide delle strategie e si impegna per essere più sostenibile, a quel punto le cose cambiano perché l’azione diventa corale e integrata, fa da sprone per gli altri e diventa lo stile di vita di una comunità, moltiplicandone l’efficacia ben oltre la somma delle singole azioni individuali. E poi coinvolgere tutta una comunità porta a un’identità culturale, ambientale e sociale, che crea una sensibilità diversa verso la sostenibilità».
Costruire questo senso di identità è la chiave del Protocollo, «ad adesione spontanea» puntualizza Nesto, in un comune diventato autonomo da poco più di vent’anni, dopo essere stato a lungo un quartiere di Venezia.
Un comune che la sindaca definisce «una terra di confine senza confini», penisola circoncata dall’acqua com’ê.
Da una parte la Laguna di Venezia, da un’altra il fiume Sile e da un’altra ancora il mare Adriatico. «L’acqua può essere un freno, ma anche un trami-te» commenta Nesto, a proposito del nome del Protocollo, non solo green ma anche blue, proprio per la simbiosi tra acqua e natura valorizzata dalla caratterizzante presenza di camping e villaggi, piuttosto che di strutture in cemento. E anche dalla pista ciclopedonale a sbalzo più lunga d’Europa, inserita in una pista che dal canale che costeggia Cavallino avanza per oltre venti chilometri, fino a Punta Sabbioni.


Popolazione temporanea
Tutti dati, questi, che spiegano perché Cavallino Treporti è, per presenze turistiche, la prima località europea per il turismo all’aria aperta, la seconda località turistica balneare italiana e la sesta località turistica italiana. Con 13.500 abitanti a fronte di circa 6.700.000 turisti contati nel 2022. Una città a fisarmonica» come la definisce la sindaca, proprio alla luce di questa importante oscillazione tra popolazione residente e popolazione temporaneamente dimorante per fini turistici. Tanto da spingere l’amministrazione a chiedere il riconoscimento di “città balneare”, o di «comunità marina», categoria attualmente non prevista dalla normativa italiana, ma «che anrebbe pensata e regolamentata su esempio delle comunità montane» chiosa Roberta Nesto. «A Cavallino Treporti l’inverno non è uguale all’estate e noi dobbiamo fare in modo che il residente stia bene sempre, con servizi parametrati soprattutto per dare risposta alle necessità del nostri cittadini».
II Protocollo della “Blue&Green Community” di Cavallino Treporti, sottoscritto a settembre, mira dunque a «condividere e implementare all’interno della community, sotto la partnership del comune, il codice etico che impone azioni concrete per un cambio effettivo di stile di vita, sensibilizzando e attuando alcune buone pratiche con una sorta di pianificazione e programmazione per rendere la comunità interamente più sostenibile».

Associazioni e privati
Calcolando anche gli ortaggi e la pesca a chilometro zero, vanto del territorio in sintonia con lo scopo del percorso intrapreso con il Protocollo. Che ha già superato le duecento firme, «perlopiù di aziende e associazioni di categoria» conclude la sindaca «il che è motivo di grande soddisfazione, perché la firma di un’associazione non vale uno, ma vale la categoria intera, e ha dunque un valore esponenziale. Ma io non sono ancora contenta» sorride «quindi adesso comincerà l’azione di divulgazione presso il privato, perché vorrei la firma di tutta la comunità, almeno un membro per nucleo familiare». A costo di mandare una lettera a ogni cittadino, come la sindaca ha in programma di fare presto.