
IL VERTICE
Un patto per garantire manodopera e personale al sistema veneto del turismo balneare, con un’intesa tra pubblico e privato volta soprattutto ad evitare il corto circuito dello scorso anno quando alla grande ripresa delle vacanze al mare fece da contraltare una situazione critica in termini di forza lavoro disponibile. Sarà uno dei temi centrali dell’incontro di oggi pomeriggio alle 17 a Caorle, dove verrà presentato l’atto conclusivo del dossier elaborato dal prof. Paolo Feltrin per conto della conferenza dei sindaci della costa sulle opportunità del Piano di ripresa e resilienza per i comuni del litorale veneto. A Caorle – nella sala di rappresentanza del municipio – saranno presenti i primi cittadini di Bibione e del Comune ospitante, mentre la sindaca di Cavallino-Treporti Roberta Nesto – coordinatrice della conferenza – di fronte agli operatori del Veneto orientale comincerà a tirare le somme del lavoro fatto da due anni in qua. «Il grande passo in avanti – spiega Nesto – è proprio il sentirsi tutti parte di un’area vasta, nella quale i comuni litoranei possono far sentire la loro voce su tematiche comuni. Il lavoro del prof. Feltrin serve anche a dare un supporto di dati e conoscenze a questa realtà, numeri ed elementi oggettivi per essere riconosciuti come interlocutori seri e credibili su tutti i tavoli istituzionali».
LA CITTÀ BALNEARE
Sullo sfondo resta pesante il problema delle risorse per gestire la città balneare, un centro che con l’estate passa da poche migliaia di residenti a numeri da metropoli, con tutte le ricadute in termini di ordine pubblico, gestione della viabilità e via dicendo. Ma la grande problematica, perfino accentuatasi negli ultimi due anni, è quella della difficoltà di trovare manodopera: i dati certificano ad esempio che con il reddito di cittadinanza il flusso di lavoratori in arrivo dal Sud per lavorare nelle strutture venete si è parzialmente interrotto. «Come sistema balneare dobbiamo cercare di uscire dalla logica del lavoro stagionale – osserva Nesto – e allungare a 8-9 mesi l’arco di occupazione nelle nostre strutture per dare più garanzie e certezze a chi viene occupato, per consentire alle persone di poter accedere a un mutuo, di farsi una famiglia. Oggi è un impegno visto solo come transitorio, una fase per passare ad altro». Di qui la volontà di lavorare su un patto che veda Comuni, privati e istituzioni impegnati per uscire dalla logica della stagionalità. «I comuni innanzitutto devono continuare a intervenire per allungare la stagione, offrendo opportunità per uscire dalla logica della vacanza in spiaggia solo sole e mare da giugno a settembre, investendo su piste ciclabili (sta prendendo sempre più corpo il progetto della grande ciclabile del litorale da Bibione a Sottomarina, ndr), strutture per lo sport, eventi e attività nel tempo libero per attrarre turisti anche nella stagione del primo autunno. Ai privati dobbiamo chiedere di sottoscrivere un accordo nel quale si impegnano a rispettare determinati parametri su orari di lavoro, retribuzione e in generale per un rapporto corretto con il dipendente. A Regione e Stato infine di fare norme a sostegno del lavoro, ad esempio di sostenere, anche attraverso la defiscalizzazione delle mensilità, le Aziende che così possano già in bassa stagione assumere i lavoratori nelle strutture per formarli e quindi garantirsi personale pronto per l’alta stagione ma al tempo stesso soddisfatto perché così lavora più a lungo».
Delicato, soprattutto, e quasi rivoluzionario il tema del patto con i privati per fissare nero su bianco un documento delle best practices per un rapporto più trasparente e all’insegna della correttezza con i lavoratori.
Dal 7 ottobre scorso i comuni del litorale veneto sono legati da un Contratto di Costa (strumento amministrativo adottato per la prima volta in Italia) che mette assieme un territorio che ospita ogni anno più di 4 milioni di turisti, per un numero di presenze di oltre 25 milioni: di fatto la zona turistica più importante d’Europa.
Tiziano Graziottin


