
VETRINA DI SETTORE
La Fiera, che ha ottenuto da poco il riconoscimento di evento di rilevanza nazionale, è la principale vetrina per Il comparto turistico, che dopo due anni di emergenza sanitaria e in piena crisi energetica anche per effetto della guerra in Ucraina, prova a guardare con ottimismo al futuro, Madrina dell’inaugurazione Letizia Pillon, della storica famiglia di albergatori di Bibione.
Al taglio del nastro era presente anche il presidente Zaia, che dopo aver salutato uno a uno tutti gli espositori distribuiti nei 109 stand del Palaex-pomar, ha sottolineato ancora una volta il valore del turismo in Veneto, la più grande industria della nostra Regione» e la necessità di avere -regole chiare sulle concessioni demaniali che tengano conto degli investimenti e dalla storia imprenditoriale di chi ha valorizzato un territorio da bonificare e dove c’era la malaria».
Tanti gli spunti di riflessione emersi durante i saluti, con il
sindaco di Carle, Marco Sarto, Il presidente di Expo Caorle Furlanis, l’assessore di Jesolo Giovanni Battista Scaroni, Il presidente dell’Aja, Alberto Maschio, e il presidente della Camera di Commercio Venezia e Rovigo, Zanon. Il presidente di Federalberghi Veneto. Massimiliano Schiavon, ha messo in evidenza l’importanza della formazione per ricreare un nuovo modello del turismo dell’Alto Adriatico.
LA FORMAZIONE
“Questa – ha detto- non deve riguardare solo le scuole e chi forma i ragazzi, ma anche degli imprenditori». L’assessore regionale al Turismo, Federico Caner, ha ricordato che nel Piano della politica regionale di coesione 2021-2027 è stato assegnato un budget di 90 milioni alla promozione, al sostegno e alla digitalizzazione del Settore turistico.
«Abbiamo dovuto lottare per ottenerli – ha detto -, perché a livello europeo non capivano che il turismo per noi è la prima industria. Ciò che dobbiamo fare è crescere nella qualità dell’offerta senza rinunciare ai numeri.
Dobbiamo lavorare sull’accoglienza e sulla sostenibilità ambientale”.
Interessanti anche le considerazioni emerse nel corso del convegno promosso da UnionMare Veneto, A partire da quella di Berton, che ha sottolineato come sua Bolkestein ci siano «responsabilità della politica, che dal 2006 ad oggi non è riuscita a trovare una soluzione legislativa al tema, e delle imprese, che si sono adagiate sul regime delle proroghe».
-Dobbiamo ripartire dai principi fondanti della legge regionale 33 del 2002, che è fortemente innovativa, perché – ha detto – introduce una visione etica del fare impresa, garantendo a loro continuità e al territorio riqualificazione*
“Sulla questione delle concessioni demaniali.ha affermato la presidente della Conferenza dei sindaci del litorale veneto, Roberta Nesto – siamo fortemente preoccupati, perché ci metterà di fronte a procedure che ci troveremo ad applicare con un impianto normativo ancora poco chiaro. L’obiettivo primario è tutelare e salvaguardare le nostre aziende che hanno fatto turismo creando opportunità di lavoro e di crescita per i nostri territori.
Come sindaci, quindi, vogliamo essere ascoltati e auspichiamo di essere parte dei tavoli della concertazione come voce dei territori che amministriamo. La eurodeputata Rosanna
Conte ha infine portato al tavolo un altro tema di rilievo: l’erosione costiera, I,esponente della Lega ha ricordato la recente missione in Olanda e il progetto-pilota che potrebbe partire per la difesa di tutto il litorale dell’Alto Adriatico. -E necessario – ha detto – cambiare approccio nei con-
fronti dell’annoso tema della protezione costiera. Le strategie messe in atto negli ultimi anni, come quella del ripascimento, non bastano più: servono soluzioni incisive che agiscano sulla prevenzione. Le buone pratiche ci sono già a livello internazionale, ma vanno chiaramente adattate al nostro contesto»
Teresa Infanti


