È un momento particolare e non si ripresenterà. È una grande e unica occasione: i finanziamenti europei che arrivano nel nostro Paese sono una risorsa che non possiamo sprecare. Sono tantissimi soldi e si possono utilizzare in settori diversi. Sono risorse che vanno a coprire investimenti mai realizzati in settori difficili e strategici per un territorio e per l’intero nostro Stato. Ma sono anche soldi che vengono dati in prestito (circa il 40% dei 191,5 miliardi dell’Europa) e che vanno restituiti. Non possono essere sprecati: sono soldi pubblici e non un regalo! A quella cifra si aggiungono 30,6 miliardi dello Stato. Tutti gli interventi vanno realizzati entro il 2026 e si rifanno su 3 assi strategici: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale. I temi su cui intervenire attuando gli assi strategici sono: Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; rivoluzione verde e transizione ecologica, infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute. Come è chiaro, se in 4/5 anni l’intero Paese saprà spendere bene, a gennaio 2027 avremo un PIL aumentato di oltre il 3,6 e aumenterà anche l’occupazione per la prima volta dopo moltissimi anni.
E nel nostro territorio? Qui dovremo dimostrare la nostra capacità di investire bene aggiungendo iniziative a quelle che già stiamo realizzando. Non sostituiremo ciò che già funziona ma dovremo creare, per le nostre famiglie come per le nostre aziende, attività innovative godendo di risorse importanti. Sulla mobilità come sulla coesione sociale, sulla formazione nel mondo del lavoro come sul turismo sostenibile. Su alcuni settori abbiamo sempre sofferto la mancanza di fondi che ne impedivano il rilancio o una nuova strategia di sviluppo: ora i fondi ci sono. Dobbiamo capire bene come recuperarli, farli diventare investimenti importanti, che riguardano molti territori: non possiamo, in questa occasione, accontentarci del nostro orto e guardare solo al nostro campanile! Dobbiamo pensare in grande. Ad esempio, noi abbiamo una bellissima e invidiata pista ciclabile: oggi ci viene chiesto di fare un progetto che ci congiunga a Trieste e forse a Vienna e ci metta nella condizione di essere una meta per tutta l’Europa del centro nord! Nel territorio della Costa non siamo ancora riusciti ad avere un unico tragitto: sarà la volta buona e sarà anche la volta buona per promuoverla e farla conoscere!
”Dobbiamo capire bene come recuperarli, farli diventare investimenti importanti, che riguardano molti territori: non possiamo, in questa occasione, accontentarci del nostro orto e guardare solo al nostro campanile!
Tecnicamente ci sono livelli diversi di progettazione: il settore pubblico ha delle proprie problematiche (alcune da risolvere!) e può garantire una regia condivisa e coerente con lo spirito dell’iniziativa. Il settore privato deve assolutamente monitorare le linee di finanziamento attraverso l’aiuto delle associazioni di categoria e di quelle aziende professionali che si sono specializzate nel redigere bandi. Avremo un occhio particolare verso tutto ciò che farà la Regione e la Città Metropolitana ma anche verso i Ministeri. Saremo agevolati dal fatto che nei bandi esiste un minimo comun denominatore: nell’ambito delle infrastrutture devono avere, oltre al rispetto ambientale, delle ricadute positive nella creazione di nuovi posti di lavoro e di nuove opportunità di sviluppo e per tutti i bandi verranno premiati i progetti a cui partecipano soggetti in rete tra di loro. Si tratterà, cioè, di coinvolgere nella progettazione del bando sia il pubblico che il privato o le reti di impresa o, in alternativa, pubblico in rete con altro pubblico. Così il Governo cerca di stimolare una connessione fruttuosa tra diversi soggetti per una migliore realizzazione dei progetti e dei piani, soprattutto quelli che devono dare risultati a lungo termine.
Un consiglio molto pratico rimane sempre quello di non modificare le proprie strategie se sono corrette con il mercato e con lo sviluppo sostenibile: diventa essenziale semplicemente incanalare le idee già chiare trovando il giusto e innovativo inserimento nei bandi. In questa ricerca alle volte è preferibile essere aiutati da esperti professionali.
In conclusione, si può senz’altro affermare che questa sarà una grande e fruttuosa prova di capacità progettuale e realizzativa che metterà assieme il pubblico e il privato per il bene di tutti.