Un territorio come quello della Venezia Orientale e il più ampio ambito della provincia di Venezia, ben si adattano ad una concezione museale diffusa: una serie di presenze artistiche che segnano il territorio e che non si limitano ad essere inserite in alcuni manufatti prestigiosi della città di Venezia. Affrontare questo tema, lasciando che siano le comunità locali ad esprimere i propri simboli culturali, e individuando esperti o istituzioni di chiara fama per trasformarli in suggestioni di richiamo, sarà senz’altro un obiettivo percorribile nei prossimi anni. Dai musei diffusi all’aria aperta, all’ecomuseo, dalla presenza di strutture di land art (così importanti nel centro e nord Europa) la prospettiva di un complessivo innalzamento dell’offerta culturale trova significative risposte.
L’impegno nel settore culturale riguarda in modo sistemico sia l’abitante che il possibile visitatore: è una delle chiavi per dare una precisa personalità e connotazione al territorio.
Nel caso dell’area molto vasta alle spalle delle spiagge, è evidente come questo aspetto possa fare la differenza ampliando l’offerta turistica e facendola divenire costante e destagionalizzante. La filiera produttiva del turismo potrebbe avvantaggiarsi e crescere con interessanti collaborazioni. La ricchezza del territorio può essere un nuovo volano di investimenti. A solo titolo esemplificativo: da Portogruaro, ricca di suggestioni veneziane, fino agli insediamenti romani delle città di Quarto d’Altino e Concordia Sagittaria, dalle risorse paesaggistiche create dai fiumi che solcano la pianura fino al mare o dalla laguna di Venezia che a Lio Piccolo sta attirando l’attenzione nazionale per la sua struggente bellezza ma anche per i ritrovamenti archeologici del periodo romano, tutto gioca a concorrere ad un nuovo percorso. La cultura in sé garantisce un indotto importante e un argomento per attivare nuovo lavoro e nuove professionalità. Anche questo aspetto andrà messo sotto la lente nel recupero dei finanziamenti del PNRR e, in particolare, concentrando l’attenzione sulla filosofia della Next Generation EU.
Gli eventi culturali, sempre presenti in ogni località, avranno la possibilità di compiere quel salto di qualità che una visione d’insieme del territorio potrà dare: sinergie tra enti e operatori culturali, capacità manageriali utili all’insieme, visioni che cercano di inserire nel tessuto culturale del territorio quelle linee di indirizzo che in Europa e nel mondo funzionano e sono utili alla crescita sociale. La cultura non ha barriere ma, anzi, le abbatte. E, soprattutto, spazia in ogni settore della vita.
”L’impegno nel settore culturale riguarda in modo sistemico sia l’abitante che il possibile visitatore: è una delle chiavi per dare una precisa personalità e connotazione al territorio.