È con lo sguardo macro-regionale che si rilevano i processi di urbanizzazione e i grandi sistemi di flussi. Per comprendere il cambiamento in atto nei territori del Veneto costiero, è necessario studiare le dinamiche del Nord Italia che legano insieme aree metropolitane, città medie, aree produttive e territori marginali. La spina dorsale della piattaforma del Nord sono i grandi assi infrastrutturali: lungo la autostrada Milano-Venezia-Trieste, la Via Emilia e l’Autostrada del Brennero si organizzano scambi e relazioni tra territori che hanno portato all’emersione del nuovo triangolo industriale Milano-Venezia-Bologna, al cui interno si concentrano la più alta crescita demografica e urbana e le economie più vitali e innovative.
Per i comuni del Veneto costiero posizionarsi all’interno di questo scenario significa avviare un ragionamento strategico sulle connessioni interne al sistema metropolitano del Veneto centrale (con Venezia, ma anche con Padova e Treviso) e sulle connessioni di scala regionale tra sistema costiero e entroterra, in un’ottica sia di accessibilità turistica che di accesso capillare dei residenti ai servizi, ai luoghi di lavoro, alle aree commerciali. Il tutto facendo attenzione all’asse, oramai quasi completato, della Pedemontana Veneta: il tragitto assorbirà un importante interesse commerciale e favorirà eventuali investimenti nell’area così ottimamente servita.
”...avviare un ragionamento strategico sulle connessioni interne al sistema metropolitano del Veneto centrale e sulle connessioni di scala regionale tra sistema costiero e entroterra, in un’ottica sia di accessibilità turistica che di accesso capillare dei residenti...
Si è ormai sviluppato nel Nord-est un sistema in cui l’accessibilità conta più delle distanze: le spiagge venete, facilmente accessibili dalla rete autostradale, hanno la possibilità di rafforzare la propria attrattività nei confronti dei cittadini delle città non solo venete ma anche delle altre regioni. Per poterlo fare oggi risultano indispensabili alcuni raccordi stradali: l’Autostrada del Mare, la soppressione di alcuni nodi nei pressi delle località della Venezia Orientale, l’implementazione del trasporto pubblico. La pandemia, che sarà presente anche nei prossimi anni, ha già dato un esito preciso: lo spostamento più sicuro e accettato è quello realizzato con la propria vettura all’interno di un arco chilometrico che vede l’A4, il Brennero e Monaco, la Svizzera e i paesi dell’Europa Centrale. Una tendenza ad un turismo di prossimità. Va superato il gap con le destinazioni balneari romagnole (Riccione e Cattolica hanno il casello autostradale a 2 Km.): la Costa Veneta non ha caselli entro i 20 km.!
Andrà prevista, in un prossimo futuro ma non molto lontano, una decisa conversione al trasporto elettrico a fronte di un investimento da PNRR e delle aziende dell’energia. Ma un’altra opera merita tutta l’attenzione possibile: la costruzione della terza corsia autostradale dell’A4 per il tratto della Venezia Orientale, ancora mancante. Oggi una delle tratte italiane più trafficate, in particolare dal trasporto pesante. Non si contano più i giorni in cui una serie infinita di incidenti paralizza l’intera asta autostradale con ricadute su tutta la viabilità dei comuni e delle aree prospicenti e un disagio che aumenta per tutto il settore produttivo.