Il turismo nel e del territorio della Costa Veneta è il vero motore economico e il fondamento sociale. È la fabbrica diffusa e permea tutto l’andamento delle relazioni tra gli abitanti e tra le diverse comunità. I temi che il territorio affronta sono comuni al balneare italiano (ottenimento dello status di Città Balneare con cui attrezzarsi per affrontare le grandi differenze amministrative tra periodi estivi e quelli senza turisti, la direttiva Bolkestein, l’erosione delle coste… e via elencando) ma da un livello particolare: 4 località della Costa Veneta sono tra le prime 10 città italiane per presenza turistica e rappresentano un sistema nel sistema. Sulla Costa Veneta in una distanza di100 chilometri trovano posto oltre 20 milioni di presenze: di gran lunga la prima destinazione turistica del Paese.
In seguito della crescente tendenza al turismo di prossimità indotta dall’emergenza Covid-19, oggi è necessario rivedere alcune convinzioni e adeguare al nuovo mercato l’offerta turistica. Si tratta di un’opportunità importante per compensare la riduzione del turismo internazionale causata dal lockdown, che dovrà essere colta riposizionando l’offerta turistica sulla base dei mutamenti della domanda, che si presenta più spalmata nel tempo anche al di fuori dell’alta stagione, più attenta ai temi della sicurezza e dell’affollamento, più orientata all’accesso al territorio via auto o treno che tramite aereo.
Il settore deve trovare un proprio ruolo ed essere in sintonia con le leve decisionali del Paese e non adeguarsi a scelte non condivise o eterodirette. Per farlo deve sfruttare la grande occasione data dal PNRR e saper attrarre risorse. Una necessaria attenzione alla notorietà di uno dei comparti turistico produttivi più importanti d’Italia (forse il più importante) e d’Europa. Ma, forse, ancor di più un’attenzione alla propria reputazione, lo sforzo per ottenere una considerazione rispettosa del proprio valore. La Costa Veneta deve uscire dal cono d’ombra di Venezia (grande attrattore che, come tutti gli attrattori, lascia pochissimo spazio) e dalla condizione di considerarsi un’area marginale e periferica: è la spiaggia dell’Europa, il sistema balneare più sicuro e ricco della Comunità Europea. Una sfida sarà anche quella di superare una sorta di monocultura (per utilizzare un termine proprio del settore agricolo) estiva per approdare a proposte turistiche destagionalizzanti che spaziano sui territori dell’entroterra. Territori ricchi di valori artistici, paesaggistici, enogastronomici e produttivi.